Rosario a Maria, Vergine dell’ascolto e Madre della Parola


C’è l’abitudine di dire tante parole, in questa nostra società. L’atteggiamento e la virtù dell’ascolto sono poco praticati e, se vogliamo ascoltare, dobbiamo riscoprire il silenzio, imparando da Maria. Anche la preghiera personale spesso è fatta di troppe parole. Nella Scrittura abbiamo quella bellissima frase di Samuele che, nella sua notte agitata, finalmente esclama: «Parla, Signore, che il tuo servo ti ascolta».

 

Ebbene, quante volte le nostre preghiere sono esattamente il contrario perché, con il nostro continuo dire e ripetere e chiedere cose che Dio conosce già, non abbiamo l’atteggiamento di ascolto che ci permetterebbe di udire la Parola che Dio sussurra al nostro cuore.

 

Quanta grazia perdiamo facendo così!

 

Impariamo da Maria, Vergine dell’ascolto e Madre della Parola sia a vivere che a pregare. Maria è una donna di poche parole e noi, basandoci su quelle che conosciamo attraverso i Vangeli, cercheremo di scoprirne la grandezza e la profondità per orientarci nel nostro cammino spirituale.

 

 

 

+ Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria

 

 

1°  Meditazione: colloquio tra Maria e l’Angelo dell’Annunciazione.

 

Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei. ( Luca 1, 26-38)

 

Maria ascolta attentamente, elabora e riflette, poi presenta la sua ragionevole obiezione. Notiamo in questo dialogo che l’Angelo parla molto mentre Maria pronuncia poche parole, ma saranno quelle poche parole a cambiare la storia!

Maria accetta la maternità e diventa la Madre della Parola e Madre di tutte le Parole dette dal Figlio. Ella è anche Madre di tutti quelli che rispondono alla chiamata di Dio ed ogni “Eccomi” è figlio di quella frase di Maria.

 

Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria

 

 

2°Meditazione: l’incontro con Santa Elisabetta

 

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”.

 

Allora Maria disse:

«L’anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente

e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia

si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni,

ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato a mani vuote i ricchi.

Ha soccorso Israele, suo servo,

ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri,

ad Abramo e alla sua discendenza,

per sempre».  (Luca 1, 39-55)

 

Ecco un momento in cui Maria parla e dice molto, quando, di fronte ad Elisabetta canta il Magnificat, che è forse il segno più bello dell’ascolto della Parola. Questo canto  è pieno della sapienza dell’Antico Testamento, cioè si ispira alla Scrittura. Sono continue citazioni, è un linguaggio biblico che Maria possiede perché ha meditato la Parola, l’ha ascoltata, l’ha assimilata e la fa rinascere attraverso la sua interpretazione. Queste parole sono nate dal silenzio meditativo e contemplativo di Maria: sono un anticipo delle beatitudini, una lode fatta a Dio e non a se stessa.

 

Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria

 

 

3° Meditazione: il ritrovamento di Gesù dodicenne al Tempio.

 

“I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Ma essi non compresero le sue parole” (Lc 2,41-50)

 

Anche nel nostro cammino spirituale può accadere di sentirci lontani da Gesù. Allora noi ne soffriamo e, rivolgendoci al Signore, ci lamentiamo chiedendogli perché si è allontanato. Anche Maria provò angoscia quando non vedeva più Gesù, perché la sua presenza si era sottratta al suo amore sensibile di madre. Per Maria, dopo questa prova, vi fu un lungo periodo nel quale Ella poté convivere con Gesù (Cf. Lc 2,51-52), e nessuno potrà mai sapere quanto quella convivenza sia stata profonda e apportatrice di soprannaturali consolazioni. Similmente, anche coloro che umilmente accettano queste prove spirituali e, con l’aiuto della grazia, le superano, possono poi avanzare nelle esperienze della vita d’unione con Dio in una più profonda intimità con Lui.

 

Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria

 

 

4° Meditazione: il lungo silenzio di Gesù e di Maria.

 

Da quello che ci riportano i Vangeli Gesù aveva dodici anni quando andò al Tempio e poi, dopo vent’anni, lasciò la sua casa per iniziare la sua missione pubblica. Furono anni di silenzio, di preghiera, di fede, di attesa. Lunghi anni in cui la Sacra Famiglia compiva la Volontà di Dio nel quotidiano vivere. È nel silenzio che Maria testimonia Gesù. Serve a poco parlare d’amore se non ne compiamo le opere: come possono gli uomini, che non vedono Dio, capire che lui è Amore, se non vedono un segno significativo di Lui nei nostri atti d’amore? E come possiamo dire noi di amare di Dio che non vediamo, se non amiamo il prossimo che vediamo? (cfr 1Gv 4,20). La gente è sazia di parole, ne sente tante, troppe, però accoglie la parola che dice la verità con l’amore, “agendo secondo verità nella carità” (Ef 4,15). Questo ci introduce nel silenzio evangelizzatore della Madonna. E che dire del silenzio di San Giuseppe? Del resto, anche Gesù ha parlato poco nella sua vita: solo tre anni di predicazione contro trent’anni di silenzio e Lui è la PAROLA!

 

Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria

 

 

Quinta Meditazione: Maria alle nozze di Cana.

 

“Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”. E Gesù rispose: “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”. La madre disse ai servi: “Fate quello che vi dirà”. Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili.  E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le giare”; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: “Ora attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono”.  Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui”.  (Gv 2,1-11)

 

Queste sono le ultime 9 parole che Maria pronuncia nel Vangelo.

“Non hanno più vino”.

“Fate quello che vi dirà”

Si possono considerare il suo testamento spirituale. In questo modo Maria ci insegna la carità fraterna, la preghiera di intercessione e la Sequela del Signore. Ci insegna ad avere fede e a non pretendere di capire quale Via il Signore ci fa e ci farà percorrere. E’ sufficiente fidarsi di Lui, ascoltare la sua Parola, assimilarla e viverla giorno dopo giorno. Ricordiamoci delle sue parole e dei suoi silenzi operosi e camminiamo insieme a Lei che è nostra Madre e Maestra.

 

Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria

 

Salve Regina

Tratto da: PREGHIAMO CON LA CORONA DEL ROSARIO , Vol. II Completo – (IMPRIMATUR D. James Schianchi- Parma, 12 Marzo 2018)

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