Meditazione di Benedetta: Seguire Gesù – i servi inutili


Seguire Gesù è camminare dietro a Lui. Questa affermazione sembra ovvia e lo è, ma risulta difficile applicarla nel corso delle nostre giornate, costellate da mille distrazioni.

Seguire il Signore significa osservare i suoi insegnamenti e i suoi comandamenti, essere fedeli alla Chiesa e ai suoi precetti, ma qualche volta bisognerebbe chiederci se lo seguiamo davvero, se siamo costanti, o se potremmo fare di meglio. Il significato del nome Gesù è “Dio salva” e Lui, infatti, è il nostro Salvatore. Quando pensiamo alla salvezza però non dovremmo limitarci al pensiero della risurrezione dopo la morte. Il Salvatore è con noi qui e ora e ci porta salvezza, vive insieme a noi le nostre giornate che spesso riteniamo di poco valore. Il Signore è sempre all’opera nelle nostre vite e noi spesso non ce ne accorgiamo.

 

Perché dobbiamo seguire Gesù? Perché, secondo la sua Parola, non possiamo fare nulla da noi stessi e in questa vita ci troviamo costantemente in una situazione di esercizio del libero arbitrio. Le nostre scelte determinano la nostra vita presente e futura. Siccome da noi stessi non possiamo fare nulla di buono, perché solo il Signore è Buono, noi, che buoni non siamo, ci troviamo in pericolo: se non seguiamo Lui, seguiamo il suo e nostro nemico, cioè l’accusatore, che ci vuole portare guai in questa vita e alla dannazione eterna, nella vita futura. Non possiamo servire Dio e il diavolo: o Uno o l’altro.

 

Consideriamo anche che, a causa della nostra natura corrotta, ci risulta facile fare il male, o non fare il bene, oppure fare male il bene che crediamo di fare. E’ molto esplicito San Paolo quando dice: “quindi io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo ma il peccato che abita in me”. (Rm 7,18) Che condizione infelice! Chi ci libererà? Ecco la risposta dell’apostolo: “Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore”. (Rm 7,25)

 

Il Signore Gesù ci redime, ci salva e ci libera, se lo seguiamo. E’ scritto infatti: “Ora dunque, non c’è nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, perché la legge dello Spirito, che dà vita in Cristo Gesù, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte.” (Rm 8,1-2)

 

Ora pensiamo alle nostre giornate: mi auguro che ci capiti spesso di pensare di avere fatto delle buone azioni, magari piccole, ma che ci sono costate, quale ad esempio potrebbe essere avere pazienza con persone difficili o aiutare qualcuno quando ne faremmo volentieri a meno. Anche lo svolgimento dei doveri propri del nostro stato di vita ci può risultare gravoso, ciononostante li adempiamo.

 

In questo caso crediamo di seguire il Signore, perché abbiamo compiuto quello che ci sembra bene, però dobbiamo anche domandarci di chi pensiamo sia il merito del bene compiuto. E’ merito nostro, perché abbiamo ascoltato un buon impulso interiore? Certamente abbiamo fatto la nostra parte, ma con quale ruolo? E con quale animo? Se pensiamo di avere merito, ne aspetteremo la ricompensa dagli uomini e il bene che abbiamo fatto perde il valore della gratuità.

Fare il bene può valere molto secondo il giudizio degli uomini, ma potrebbe valere poco agli occhi di Dio.

 

Se ci riteniamo senza merito, invece, crediamo di avere solo fatto il nostro dovere come servi inutili, cioè non aspettiamo riconoscimenti o gratitudine, e scopriamo la gioia della libertà di amare gratuitamente, come fece Cristo nostro Signore, anche per esserci di esempio, perché lo imitassimo. Il servo inutile è colui che si consegna nelle mani di Dio e sperimenta la gioia di appartenergli, di stare con Lui, di seguirlo, di servirlo e di conoscerlo. Così, rimanendo umilmente dietro a Lui, ci si accorge che tutto è grazia e si prova la gratitudine e la gioia che solo le anime umili sanno sperimentare.

 

Io credo che tutti i meriti del bene che compiamo siano sempre di Gesù Cristo, nostro Salvatore, che nella sua Bontà ce ne fa partecipi. Se Lui non fosse davanti a noi e non ci donasse la sua grazia, non saremmo stati capaci di fare il bene e non lo saremo mai. Ogni volta che facciamo il bene, compiamo un’opera Sua, similmente a Lui, che venne nel mondo per compiere le Opere del Padre.

 

Dovremmo sempre avere presente nel nostro cuore la sua Bontà Infinita e la nostra miseria assoluta, anzi, la cattiveria che ancora alberga in noi, perchè non è ancora stata totalmente estirpata dalla nostra anima. Siamo in cammino, ma dobbiamo camminare dietro al Signore che è Verità e la Verità ci fa liberi. Sì, Gesù ci libera dal peccato e dalle sue conseguenze ogni giorno, perché non ci abbandona mai. E, Colui che è venuto per salvare il mondo, è venuto per salvare dal male ciascuno di noi ogni giorno, ora per ora.

 

Per mezzo suo abbiamo il Perdono e siamo riconciliati con Dio: elevati alla dignità di figli nel Figlio.

 

Lode, onore e gloria a Gesù, nostro Signore, che ci insegna ad amare per Lui, con Lui ed in Lui.